lunedì 22 febbraio 2010

MALASANITÀ E MALAPSICHIATRIA

Apertura di due nuovi uffici per la tutela dei diritti dei cittadini in campo sanitario

Pergine. ASSOSALUTE e il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani inaugureranno i loro nuovi uffici di Pergine Valsugana il giorno lunedì 8 marzo 2010 alle ore 11.00 in via Chimelli, 12. Le nostre associazioni si prefiggono di tutelare i cittadini e denunciare gli abusi al fine di eliminarli e migliorare l’assistenza sanitaria. Questi nuovi uffici ci consentiranno di offrire un servizio migliore alla cittadinanza.

Gli episodi di malasanità e malapsichiatria sono purtroppo all’ordine del giorno. È di poco tempo fa la notizia della signora deceduta per un’incredibile serie di errori medici tra cui la mancata spedizione di un referto per mancanza di un francobollo. Ma forse pochi ricorderanno la storia del ragazzo ricoverato, imbottito di psicofarmaci e legato al letto perché scriveva sui muri o del ragazzo ricoverato contro la sua volontà per un dolore all’orecchio. Questi episodi di malasanità raggiungono l’onore delle cronache solo quando si verificano dei fatti estremi, ma purtroppo la nostra vita è disseminata di piccoli e grandi abusi.

Assosalute è la prima Associazione indipendente apartitica e apolitica, senza scopo di lucro, regionale che si occupa della tutela dei diritti del malato e di tutti coloro che hanno subito qualche abuso o violazione dei propri diritti costituzionalmente garantiti. La salute è un bene prezioso, che trova il proprio riconoscimento a livello Costituzionale nell’art. 32. Assosalute nasce dall’esperienza di persone che da decenni operano nel settore del volontariato e in particolare nel settore sanitario. È grazie alla forza dei volontari che Assosalute ha potuto nascere, crescere, facendosi conoscere e apprezzare per il proprio impegno in campo sociale. Ma Assosalute si avvale anche della collaborazione di esperti legali e giuristi dalla decennale esperienza nel settore sanitario. L’associazione Assosalute ha bisogno della collaborazione di tutti, perché la salute è un bene prezioso che tutti dobbiamo tutelare, col massimo impegno e, soprattutto, denunciando abusi e casi di malasanità, perché ciò che è capitato di male non debba succedere più. Siete pertanto tutti invitati a passare in sede, per conoscere le finalità della associazione e per prestare il vostro contributo, piccolo o grande che sia. Anche una semplice segnalazione può risultare estremamente preziosa; sconfiggere l’indifferenza nasce anche da un piccolo gesto di denuncia!

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani si occupa di abusi molto più subdoli e nascosti a causa della mancanza di scientificità della psichiatria. Mentre un ortopedico può verificare la presenza di una gamba rotta con un esame ai raggi X, non esistono esami che possano confermare le diagnosi psichiatriche. Questa è un’arma a doppio taglio dato che uno psichiatra, soprattutto se, come spesso succede, è arrogante e non ammette i limiti intrinseci della propria disciplina, può diagnosticare una malattia grave e rovinare la vita di una persona (soprattutto se è debole, povera e poco informata) somministrandole potenti psicofarmaci senza alcun consenso informato. Questi sono gli abusi più comuni che ci sono stati segnalati qui in Trentino:

· Screening psicopatologici e abusi di psicofarmaci sui bambini. Nonostante una legge provinciale volta a tutelare i nostri bambini, è in atto una campagna nascosta volta a medicalizzare le scuole e trasformarle in cliniche, e non più in luoghi di istruzione.

· Mancanza di consenso informato e somministrazione forzata di psicofarmaci. “La psichiatra mi ha anche detto di non leggere le controindicazioni degli psicofarmaci e di prenderli e basta.” - “…Ho rifiutato i farmaci e lì sputavo e mi hanno obbligato a prenderli con la forza. Mi facevano aprire la bocca per controllare.” Secondo le risposte alle interrogazioni provinciali n. 119 del 10 febbraio 2009 e n. 607 del 3 luglio 2009, in Trentino ci sono ben 621 persone sottoposte a somministrazione controllata di psicofarmaci.

· Diagnosi sbrigative. Parecchie persone ci hanno raccontato di diagnosi (anche gravi) emesse dopo solo pochi minuti di colloquio e di una disinvolta e quasi automatica somministrazione di psicofarmaci.

Il CCDU non demorderà finche questi abusi e tutte le pratiche coercitive e non rispettose dei diritti umani non saranno state eliminate.

Tutta la cittadinanza è invitata. Ci auguriamo che grazie ai nuovi uffici saremo in grado di tutelare meglio i vostri diritti e costruire una società più civile e democratica.

ASSOSALUTE e CCDU Onlus

www.assosalute.it

www.ccdutrento.org - www.ccdu.org

mercoledì 10 febbraio 2010

Psicofarmaci a una bambina disabile: interrogazione in parlamento

De Eccher: timore che la somministrazione possa celare
un'operazione commerciale della casa farmaceutica


Modena. Continua suscitare scalpore la notizia della somministrazione di psicofarmaci a una bambina disabile di soli sette anni. La notizia è stata ripresa dalla stampa, da parecchi siti Internet e ritrasmessa da molti genitori e cittadini preoccupati.
Il Senatore De Eccher, che da anni si batte contro i test psicopatologici nelle scuole e i conseguenti e inevitabili abusi di psicofarmaci ai bambini, ha presentato un’interrogazione[1] in cui denuncia che «il farmaco, immesso in commercio dall’azienda Jassen-Cilag SpA, viene utilizzato per la cura delle psicosi schizofreniche acute e croniche», che «dopo la denuncia dell’avvocato Miraglia la somministrazione è stata interrotta», e chiede quindi se dietro la somministrazione degli psicofarmaci «si possa celare un’operazione commerciale della casa farmaceutica per accrescerne il consumo».
Questo caso, seppur grave e sconvolgente, è solo un indicatore della tendenza alla "medicalizzazione" dei comportamenti infantili che purtroppo porta ineluttabilmente ad abusi di psicofarmaci sui bambini: «In questi anni, negli Stati Uniti e in Inghilterra si sarebbero verificati casi in cui sono state diagnosticate nuove forme di presunto disturbo psichico, tutto da definire, specialmente nelle fasce giovanili più deboli, al solo scopo di somministrare gli psicofarmaci; tali ‘somministrazioni arbitrarie’ si sono verificate soprattutto in assenza dei genitori e con la complicità, evidentemente interessata, del personale sanitario. »
Nell’interrogazione si chiede «se risulti condiviso il timore di un possibile abuso di psicofarmaci sui minori, al pari di quanto verificatosi in passato ed oggi unanimemente riconosciuto in altre nazioni quali gli Stati Uniti e l'Inghilterra»; ma purtroppo la notizia dell’approvazione di una legge in Lombardia secondo cui “migliaia di bambini lombardi ‘beneficeranno’ dei ‘servizi’ delle UNONPIA, Unità Operative di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza per le individuazioni e risoluzioni dei loro errori nella scrittura, lettura e calcolo” ci fa capire che i disastri e le tragedie verificatesi in altri paesi non ci hanno insegnato nulla e fa sorgere il legittimo sospetto che le lobby psichiatriche e farmaceutiche stiano lavorando alacremente per promuovere questa tendenza.
Di fronte a questo attacco frontale nei confronti dei nostri bambini, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani chiede a tutta la società civile di ergersi contro questi tentativi di “farmacologizzare” e “medicalizzare” la scuola. Al fine di proteggere i nostri bambini, molte associazioni, medici, insegnanti e comuni cittadini hanno già fatto sentire la loro voce e, sebbene le lobby farmaceutiche e psichiatriche non si fermeranno, la battaglia può essere vinta come è già successo in Piemonte e nella Provincia Autonoma di Trento.

CCDU Onlus
www.ccdu.org

[1] http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=451107

martedì 12 gennaio 2010

Psicofarmaci a una bambina disabile di soli 7 anni

Il Senatore De Eccher presenterà un’interrogazione in parlamento perché sia fatta luce sulla vicenda

Modena. La notizia della somministrazione di psicofarmaci a un bambino ci lascia sempre stupefatti e con l’amaro in bocca. Ma questo fatto è realmente sconvolgente: a una bambina disabile di soli sette anni è stato somministrato un antipsicotico. Una volta ricevuta questa notizia il Senatore Cristano De Eccher, che da anni si batte contro gli abusi di psicofarmaci ai bambini ed è stato il principale promotore di una legge approvata dalla Provincia Autonoma di Trento contro gli abusi di psicofarmaci sui bambini, ha deciso di presentare un’interrogazione al Senato per fare luce su questa vicenda.

La bambina era in custodia presso una casa famiglia locale dal gennaio del 2008. Su specifica richiesta dell’avv. Francesco Miraglia del foro di Modena, il 17 settembre 2008 i genitori sono stati informati che alla minore veniva somministrato lo psicofarmaco RISPERDAL. Da notare che questo psicofarmaco viene usato per le “psicosi schizofreniche acute e croniche e gli effetti collaterali più comuni sono atassia, ansia, insonnia, bassa pressione sanguigna, irrigidimento e dolore muscolare, perdita dei sensi e tremore. Inoltre secondo il sito http://www.cchrint.org/psychdrugdangers (tratto dal database dell’FDA) il RISPERDAL, negli ultimi 4 anni, ha causato tra il resto ben 308 decessi, 116 sindromi maligne neurolettiche, 94 episodi di aggressione violenta e 82 casi di disturbi psicotici in bambini dai 5 ai 9 anni.

In data 9 ottobre 2008, il dottore rispondeva alla comunicazione dell’avv. Miraglia, sostenendo che la somministrazione del farmaco era stata una decisione di un altro dottore di un istituto di Pisa; sosteneva, inoltre, che la citata somministrazione era stata concordata consensualmente con i genitori della piccola. Peccato che, nonostante la richiesta scritta dell’avv. Miraglia “di essere informati dei benefici, della necessità, degli effetti collaterali e quant’ altro con riguardo alla somministrazione dello psicofarmaco”, a tutt’oggi né il dottore della struttura di Pisa, né il dottore del Servizio di Neuropsichiatria Infantile di Mirandola hanno fornito tali informazioni.

In data 30 ottobre 2008, i genitori hanno visitato la piccola che risultava notevolmente dimagrita, presentava secrezione eccessiva alla bocca, sguardo assente e disorientato, tanto da far preoccupare notevolmente non solo i genitori ma anche la dott.ssa e la psicologa della piccola che mostravano urgenti e gravi preoccupazioni sullo stato di salute psicofisica della bambina. Ma alla richiesta di immediato intervento, i genitori si sentivano rispondere che nulla potevano fare, vista la collocazione in struttura della minore.

Fortunatamente la somministrazione è stata interrotta, ma la famiglia ha deciso di presentare un esposto al fine di tutelare la propria bambina chiedendo che venga riportata immediatamente in famiglia dove potrà ricevere l’amore e le cure che solo una famiglia può dare.

Attualmente si assiste a una generalizzata tendenza alla "medicalizzazione" dei comportamenti infantili. Molto spesso si ricorre a dei medicinali solo perché i bambini sono troppo chiassosi o irrequieti, non ci si ferma a parlare con loro cercando di risolvere i loro problemi con l’amore e la comprensione. Una mamma o un papà sono in grado di farlo spinti dal loro amore, ma a volte è facile ricorrere alla pillola soprattutto se non si viene informati esaurientemente o se gli effetti collaterali vengono minimizzati.

In questi anni sono sorte varie associazioni per contrastare questa tendenza come ad esempio la campagna Perché non accada (www.perchenonaccada.org) o la campagna Nessuno tocchi Pierino (www.nessunotocchipierino.it), ma purtroppo il fenomeno è nuovamente in aumento secondo i dati resi noti da Roberta Angelilli, Vicepresidente del Parlamento europeo, rappresentante del Forum europeo per i diritti dei minori e delegata del Sindaco di Roma per i diritti dei minori, nel corso della conferenza stampa “Psicofarmaci e minori: tra abuso e disinformazione” svoltasi recentemente a Roma.

Per continuare la campagna di sensibilizzazione il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani in collaborazione con il Consiglio Regionale della Toscana e il Club Brunelleschi ha partecipato all’organizzazione e promozione del convegno “BAMBINI ALL'INFERNO - Uso ed abuso di psicofarmaci sui minori“ che si terrà il 14 gennaio 2010 alle ore 14:30 presso la Sala Affreschi - Consiglio Regionale Via Cavour 4, Firenze.

sabato 19 dicembre 2009

USA: i bambini poveri imbottiti di antipsicotici

Una nuova ricerca sui medicinali, finanziata a livello federale, rivela una disparità assoluta: ai bambini assistiti da Medicaid [programma federale di assistenza medica per le persone a basso reddito e le famiglie che non hanno accesso ad un'assicurazione sanitaria privata. E ' stato istituito nel 1964 ai sensi del titolo XIX del Social Security Act] vengono prescritti potenti farmaci antipsicotici con una percentuale ben quattro volte superiore ai bambini i cui genitori hanno un’assicurazione privata. E i bambini assistiti da Medicaid hanno maggiori probabilità di ricevere i farmaci per condizioni meno gravi rispetto ai loro omologhi della classe media, secondo i dati della ricerca.

Tali risultati, rilevati da un gruppo di Rutgers e Columbia, quasi certamente alimenteranno un dibattito di lunga durata. I molti bambini provenienti da famiglie povere non ricevono potenti psicofarmaci, perché ne hanno veramente bisogno – ma perché è considerato il metodo più efficiente ed economico per controllare quegli stessi problemi che possono essere gestiti in modo molto diverso per i bambini della classe media.

Tratto dal New York Times - traduzione tratta da k2audio.wordpress.com


mercoledì 16 dicembre 2009

CONTINUO LA BATTAGLIA: I MIEI FIGLI HANNO DIRITTO AD AVERE LA LORO MAMMA

Aveva trovato un lavoro, un’abitazione e persino preso la patente, ma le hanno tolto i figli. Il giudice le aveva promesso di riesaminare il caso ma non ha ancora potuto riabbracciare i suoi figli.Continua la battaglia della mamma di Correggio (RE), seguita dall'avv. Francesco Miraglia del Foro di Modena, che di fronte all’ennesima ingiustizia nei confronti dei suoi figli aveva deciso di manifestare davanti al Tribunale per i Minorenni di Bologna. Il giudice referente l’aveva rassicurata sostenendo testualmente che avrebbe “riesaminato” il caso. Lei aveva quindi deciso di sospendere la protesta.
In considerazione del fatto che dal 2 settembre i bambini non hanno più avuto l’occasione di incontrare la mamma, ha deciso di continuare la sua protesta per far valere i diritti dei suoi figli di avere una mamma. Denuncerà pubblicamente quest'ingiustizia nella trasmissione "Formato Famiglia" sul canale SAT 2000.
Purtroppo questo abuso non è un caso isolato. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, come membro del movimento Cresco a Casa ( www.crescoacasa.it ), ha denunciato ripetutamente questo fenomeno che recentemente è stato riportato anche in un articolo di Panorama: “La famiglia italiana è in pericolo! Per quanto possa sembrare incredibile, oggi a una famiglia qualsiasi possono essere sottratti i figli sulla base di rapporti scritti da psicologi, assistenti e psichiatri che valutano l'operato dei genitori secondo il loro capriccio e opinioni. E quando le opinioni diventano la "verità" la possibilità di violazioni e abusi è drammaticamente alta, come confermato dai numeri. In Italia sono circa 35.000 (anche se il numero non è definitivo) i bambini sottratti alle famiglie con costi sociali per la comunità che superano i 4 miliardi di euro.”
Nella trasmissione si parlerà del caso di questa mamma e delle complesse vicende legate alla sottrazione dei minori. Oltre alla mamma interverranno i seguenti ospiti:
 Franca Dente, Presidente dell'Ordine degli Assistenti Sociali;
 Melita Cavallo, Presidente del Tribunale dei Minorenni di Roma;
 Eleonora Montanari, dell'Associazione "Io sono tuo figlio";
 Francesco Miraglia, avvocato della mamma.


Per informazioni
http://apps.facebook.com/causes/396113 (Petizione online a sostegno di questa mamma e dei suoi due bambini)
www.ccdu.org

martedì 15 dicembre 2009

EFFETTI COLLATERALI: UN’ESCALATION DI VIOLENZA

L’aumento di suicidi-omicidi e l’aumento di consumo di antidepressivi sono correlati.

L'aggressione avvenuta ai danni del Presidente del Consiglio, da parte di un uomo in cura psichiatrica da 10 anni al Policlinico di Milano è solo la punta dell’iceberg di una sconvolgente situazione di abusi che stanno avvenendo nell’ambito della salute mentale.

Ogni dieci giorni in Italia si compie un suicidio o un omicidio, in aumento rispetto al 2000. E’ quanto rileva l’agenzia di ricerche sociali Eures e molti casi sarebbero dovuti a turbe psichiche.

I problemi psichici sono considerati la causa scatenante, ma un’analisi più profonda svela un’altra verità: molti malati psichici non arrivano a pensare di suicidarsi fino a che non assumono psicofarmaci. Le prove sono tante, e non lasciano più adito a dubbi: l’aumento di suicidi-omicidi e l’aumento di consumo di antidepressivi sono correlati.

Tra il giugno 2008 e il maggio 2009, più di 200.000 prescrizioni di Duloxetina (un antidepressivo) sono state dispensate, e il TGA ( Therapeutic Goods Administration ) ha ricevuto108 segnalazioni di reazioni avverse in cui è sospettata la Duloxetina, tra cui ben 10 casi di ideazione suicidaria (Fonte: Australian Adverse Drug Reactions Bulletin, 2009).

Il 22 Agosto 2003, la società farmaceutica Wyeth ha inviato ai medici Usa una “ Dear Health Care Professional “ , informandoli di un numero crescente di casi di ideazione suicidaria e di autolesionismo tra i bambini e gli adolescenti che stavano assumendo l’antidepressivo Venlafaxina ( in Usa : Effexor ; in Italia : Efexor ).

L’FDA ( Food and Drug Administration ) ha informato gli HeathCare Professional di monitorare tutti i pazienti che assumono Chantix ( Vareniclina, in Italia: Champix, un farmaco per la cessazione dell’abitudine al fumo) per gravi sintomi neuropsichiatrici, tra cui: cambiamenti nel comportamento, irrequietezza, umore depresso, ideazione suicidaria e comportamento suicidario (Fonte: FDA, 2008).

Nel sito dell'Agenzia Italiana del Farmaco, tra le ‘FAQ’ (domande frequenti) si legge chiaramente: "Comportamenti correlati a suicidio e ostilità ... sono stati osservati più frequentemente in bambini e adolescenti trattati con antidepressivi, rispetto a quelli trattati col placebo".

Gli stessi ‘bugiardini’ che accompagnano questi farmaci riportano la possibilità di questi tragici effetti collaterali.

Nel febbraio del 1990, l’articolo “Emergence of intense suicidal preoccupation during fluoxetine treatment”, nell’American Journal of Psychiatry evidenziava che l’assunzione di SSRI* può indurre pensieri e tentativi suicidari anche in coloro che prima non avevano tali idee e intenzioni. Questi pensieri spariscono a distanza di due o tre mesi dalla sospensione della terapia.

La FDA (Agenzia americana per gli Alimenti e i Medicinali), fin dal 2004, ha imposto alle industrie farmaceutiche di aggiungere una black box sulle confezioni di antidepressivi (un riquadro nero di avvertimento), perché potevano causare violenza e pensieri suicidi. Altri enti di farmacovigilanza hanno seguito questo esempio.

Da allora molti altri studi hanno confermato quanto sopra e pericoli similari sono stati identificati anche a seguito dell’assunzione di altri psicofarmaci.

La correlazione tra assunzione di SSRI* e comparsa di idee suicidarie particolarmente intense e violente, così come descritta negli articoli scientifici citati, in persone che prima non avevano mai avuto tali pensieri, la scomparsa di tali ideazioni dopo la sospensione del trattamento con SSRI (in un periodo di due tre mesi dalla sospensione), le affermazioni fatte dagli stessi pazienti in terapia, dovrebbero indurre ad esaminare il problema della causa scatenante dei suicidi con maggiore attenzione.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani si auspica che venga avviata un’inchiesta che accerti se nel processo di autorizzazione di certi psicofarmaci siano stati sottovalutati i rischi correlati e chi ne sia responsabile, e consiglia ai cittadini di avvalersi del proprio diritto al consenso informato sugli effetti collaterali prima di sottoporsi a trattamenti con psicofarmaci.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

Tel 02 36510685

info@ccdu.org

www.ccdu.org

[*] SSRI = Selective Serotonine Recaptation Inhibitors (Inibitori Selettivi della Ricaptazione di Serotonina) sono psicofarmaci antidepressivi di ultima generazione - i più diffusi.

mercoledì 25 novembre 2009

IL GIUDICE ACCOGLIE LE PROTESTE DELLA MAMMA

Dopo la protesta della mamma che rivendicava il diritto dei propri figli ad avere la propria mamma, il giudice decide di riesaminare il caso.

Dopo la protesta della mamma di Correggio (RE) davanti al tribunale, lo stesso Presidente del Tribunale dei Minori di Bologna si è fermato dalla signora per sapere le ragioni della sua manifestazione e l’ha inviata a salire in cancelleria per parlare direttamente con il Giudice referente, che avendo ascoltato le sue rimostranze in merito al fatto che fosse stato emesso un decreto senza che lei fosse stata, se non una volta, sentita dal Giudice, l’ha rassicurata sostenendo testualmente che avrebbe “riesaminato” il caso.

A questo punto la mamma ha deciso di sospendere la protesta, ma di fronte a un eventuale silenzio continuerà a manifestare pubblicamente il suo diritto e soprattutto quello dei suoi figli di avere una mamma, in particolar modo in considerazione del fatto che dal 2 settembre i bambini non hanno più avuto l’occasione di incontrare la propria mamma. Questa mamma, seguita dall'avv. Francesco Miraglia del Foro di Modena, aveva deciso di iniziare una protesta pubblica dopo che nonostante i cambiamenti fatti per riavere i suoi figli (ha trovato un lavoro, un’abitazione e persino preso la patente) il tribunale le aveva tolto i figli.

Come più volte denunciato dal movimento Cresco a Casa ( www.crescoacasa.org ) che raccoglie l’adesione di decine di associazioni tra cui il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, psicologi e assistenti sociali, tramite valutazioni soggettive ed opinabili, spesso inducono il Tribunale dei Minori a prendere provvedimenti drastici e drammatici. La famiglia, nella maggioranza dei casi, è totalmente impotente di fronte a questo sistema. Ci auguriamo che questa vicenda segni l’inizio di un’inversione di tendenza volta a riaffermare il diritto dei figli di vivere con i loro genitori.

Se tu o qualcuno che conosci ha subito degli abusi di questo tipo, contatta il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani. Ci attiveremo.


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