giovedì 22 dicembre 2011

DUE BAMBINI RINUNCIANO AI LORO REGALI PER I BAMBINI DEL VILLAGGIO SOS

Trento. Due bambini che ora sono tornati in famiglia ma che in passato avevano vissuto per circa un anno lontani dai loro genitori presso il Centro per l’Infanzia di Trento, hanno rinunciato a parte dei loro regali di Natale per donarli ai bambini del villaggio SOS e del Centro per l’Infanzia. 

Regali raccolti
Consegna al villaggio SOS

I regali, raccolti da mamme e papà trentini a cui sono stati sottratti i figli, sono stati consegnati questa mattina da alcuni membri del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus al dottor Giuseppe Odorizzi, direttore del Villaggio del fanciullo SOS. L’iniziativa è nata dalla proposta di una mamma che desiderava offrire un Natale felice ai bambini del villaggio. Il comitato ha accolto con piacere la richiesta anche al fine di chiarire definitivamente che stima il lavoro del villaggio verso le decine di bambini accolti nelle strutture. Semmai le critiche del CCDU sono rivolte alle procedure dei servizi sociali e del tribunale dei minorenni, ma certamente non al villaggio.

I regali sono stati offerti alcuni privati e dai seguenti negozi (in ordine alfabetico):

GIOCHERIA TOP GIOCHI S.N.C. DI MAFFIA ANTONIO & C. Piazza Silvio Pellico 1, 38122, Trento
LUCKY STAR di YE LISHENG & C. SNC Via Vittorio Veneto 63, 38122, Trento
Regina Trento via Fermi Via Fermi 5, 38123, Trento
Trento Sviluppo – Superstore Big Center Centro Direzionale Trento Sud 1, Trento

Il comitato continuerà la campagna per la riforma dei servizi sociali e del tribunale dei minorenni al fine di dare a questi bambini il regalo che vorrebbero: un papà e una mamma da poter abbracciare e baciare.

venerdì 16 dicembre 2011

MINORI: IDO-ORTOFONOLOGIA, LIMITARE TERAPIE FARMACOLOGICHE E SPROPORZIONATA SEGNALAZIONE DSA

(AGENPARL) - Roma, 15 dic - “Nessun medico può essere obbligato a somministrare un farmaco che non ritenga adatto al malato. Si tratta di un grave abuso di autorità, anche perché nell’ambito dell’azienda sanitaria ci vuole maggiore rispetto per le reciproche competenze. Se i medici ritengono che ci sia un problema di ordine psicopedagogico, prima di passare ai farmaci bisogna necessariamente esplorare tutte le iniziative di carattere formativo ed educativo”. Lo ha dichiarato il responsabile mondo Scuola Udc, onorevole Paola Binetti, in merito a quanto avvenuto nell’Ausl di Modena, dove un gruppo di neuropsichiatri infantili ha protestato, dando le dimissioni, pur di non essere “obbligati con ordine di servizio a prescrivere farmaci che non ritenevano appropriati” per la cura di alcuni bambini. 
E proprio contro l’abuso di terapie farmacologiche e per arginare il problema legato alla sproporzionata segnalazione dei disturbi specifici dell’apprendimento(Dsa) o della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd), che domani nella sala delle conferenze stampa di Montecitorio, in Via della Missione 6 alle ore 11, l’Istituto di Ortofonologia (IdO) presenterà i risultati di un indagine condotta nelle scuole materne ed elementari per individuare i bambini a rischio Dsa, in occasione della conferenza stampa sul tema ‘La scuola dell’obbligo ed i disturbi specifici dell’apprendimento’. “Invece di prescrivere farmaci - ha proseguito Binetti - ci sarebbe bisogno di una tata tutor, come avviene nel programma televisivo ‘Sos tata’, per reinsegnare nelle famiglie a gestire autorità e affettività. Più educazione e meno Ritalin e medicalizzazione - ha spiegato - perché non bastano dei consigli generici, occorre un aiuto concreto come un intervento psicopedagogico domiciliarizzato”.
...
Fortunatamente, secondo il direttore dell’Ido Federico Bianchi di Castelbianco, “’l’Adhd è poco presente nel nostro paese, grazie alla serietà di tanti operatori (pediatri, psicologi e psichiatri), ma è necessario sottolineare che in Italia non esiste una modalità diagnostica obiettiva, confondendo sintomi vari, che non hanno una radice reale, come deficit di attenzione e iperattività”. 
Anche per l’onorevole Mariella Bocciardo “bisogna approfondire la manifestazioni dei disagi da parte dei bambini, poiché troppi vengono considerati dislessici quando in realtà non lo sono, o ancora non è giusto che spesso alcuni disagi siano erroneamente diagnosticati come Adhd, condizionando poi tutto il futuro del bambino. Non si devono semplificare le problematiche – ha denunciato - utilizzando i farmaci. Abbiamo tante responsabilità e mi auguro che questo momento così difficile porti a riflessioni profonde. I bambini sono il nostro futuro e noi dobbiamo tutelarli, sapendo che i farmaci sono l’ultima spiaggia”. 
Infine, conclude Castelbianco, “ci auguriamo che venga presa una posizione netta anche sulla cosiddetta scientificità dei questionari somministrati nelle scuole e nelle famiglie, da cui si formulano diagnosi che possono dare corpo a trattamenti farmacologici”. È una questione cruciale anche per Bocciardo, poiché “il problema non è semplicemente abrogare i farmaci, ma normarne l’uso per la cura dei bambini e degli adolescenti”. Tra i presenti alla conferenza stampa, su ‘La scuola dell’obbligo ed i disturbi specifici dell’apprendimento’, il direttore dell’IdO, Federico Bianchi di Castelbianco; il responsabile del mondo Scuola Udc, onorevole Paola Binetti; il membro della XII commissione Affari sociali, onorevole Mariella Bocciardo.

Tratto da agenparl.it

-->

domenica 13 novembre 2011

TRENTO 0-18 – NESSUNA SPINTA ALL’INNOVAZIONE


Assistiamo al tentativo di negare i reali problemi delle politiche trentine sulle famiglia
Trento. Recentemente si assiste al proliferare di iniziative che per cecità istituzionale o meri interessi di parte non sembrano realmente consapevoli del vero problema dei minori e delle famiglie. Per esempio, durante la presentazione delle nuove linee guida per l'affidamento dei minori, che stranamente non sono state pubblicate, il presidente Lorenzo Dellai ha parlato di “polemiche, spesso immotivate”. E non si riferiva certo alle proteste delle mamme e papà a cui sono stati strappati i figli quando parlava di polemiche “immotivate”. E i migliaia di euro spesi per la manifestazione Trento 0-18 continuano nel solco apparentemente scelto dall’amministrazione di negare e ignorare le gravi violazioni dei diritti umani denunciate recentemente da più parti.
Ricordiamo che il Trentino sta diventando famoso per essere una delle province con il più alto tasso di minori sottratti alle famiglie. Le cronache hanno riferito di un minore sottratto subito dopo il taglio del cordone ombelicale alla mamma che si era rifiutata di abortire. E poi c’è la storia del bambino trascinato via a forza da scuola strappandogli le mani dai termosifoni. E ricordiamo ancora la vicenda della mamma a cui è stato sottratto il bambino perché “lo amava troppo”, del bambino sbattuto qua e là come un pacchetto postale nonostante avesse una mamma e un papà che non chiedevano altro che di amarlo, eccetera, eccetera, eccetera, per finire con i tre bambini fuggiti dal villaggio SOS perché volevano tornare in famiglia. Decine e decine di storie che sono solo la punta dell’iceberg. Secondo le stime del nostro Comitato circa il 20% delle sottrazioni coatte sono motivate da provvedimenti carcerari, morte di entrambi i genitori, maltrattamenti o abusi; il rimanente 80% circa avvengono con la motivazione di “inidoneità genitoriale“. Un genitore di fronte a psicologi, psichiatri e assistenti sociali, può ritrovarsi accusato di colpe mai commesse, sulla base di opinioni soggettive proclamate o come parere “medico” o come parere “scientifico”.
Purtroppo invece di affrontare il problema si tenta di nascondere la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi, forse per paura dell’inevitabile debacle elettorale che seguirebbe la rivelazione di questi scheletri nascosti nell’armadio. Ecco quindi che il dott. Frenez (dirigente del Servizio Attività Sociali del  Comune di Trento) si affretta a descrivere le attività ispettive e di vigilanza di un Consigliere Comunale come una “grave e pericolosa ingerenza” e a chiedere di verificare i “limiti dell’attività di controllo dell’operato dell’Amministrazione”, nel tentativo di far cessare qualsiasi attività di controllo sul loro operato. Ecco che l’associazione Prospettive organizza un corso in cui uno dei docenti è la dottoressa Della Rosa, famosa per essere stata consulente del PM Pietro Forno ancor più noto per il “metodo Forno”: una «macchina» giudiziaria tanto efficiente da diventare, secondo i critici, implacabile anche con gli innocenti.
Nel corso della manifestazione Trento 0-18, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus organizzerà una campagna informativa per informare i genitori e i cittadini dei reali problemi che affliggono la giustizia minorile e la tutela dell’infanzia, nel tentativo di spingere l’amministrazione verso una reale presa in carica dei problemi dell’infanzia in Trentino.

Paolo Roat
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus


mercoledì 19 ottobre 2011

MANIFESTAZIONE NO PSICOFARMACI AI BAMBINI


La nuova legge sulla dislessia rischia di incrementare esponenzialmente gli abusi di psicofarmaci sui bambini.

Purtroppo il consigliere MATTIA CIVICO è riuscito a farci credere che i test sulla dislessia non portano agli psicofarmaci. I consiglieri Bruno Firmani e Mario Casna avevano presentato degli emendamenti sensati ma non sono stati accettati. Inoltre non capiamo perché tutta questa fretta di approvare questa legge. Nel frattempo come Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani abbiamo raccolto oltre 100 firme dei nostri concittadini contro questa legge in pochissime ore.

La dislessia e i disturbi specifici dell’apprendimento non prevedono cure farmacologiche, ma i test innescano un meccanismo di medicalizzazione che porta alla somministrazione di psicofarmaci ai bambini. Questo è palese nel vicino Alto Adige come implicitamente confermato dallo psichiatra Roger Pycha che non ha negato ma ha affermato che “nessuno si diverte a somministrare psicofarmaci ai bambini” [cfr. Corriere dell’Alto Adige 27 settembre 2011]. In Alto Adige non si divertono ma lo fanno. 

Non vogliamo che la nostra scuola diventi una sorta di filiale commerciale delle case farmaceutiche che segnala i bambini al neuropsichiatra. Questo è già accaduto alle Dame Inglesi di Rovereto: dopo la somministrazione di test sulla dislessia e sulla discalculia, i genitori sono stati esplicitamente invitati per iscritto a rivolgersi al neuropsichiatra [cfr. Il Trentino 24 aprile 2009]. In tutte le nazioni dove sono stati effettuati gli screening si è poi assistito a un aumento delle vendite di psicofarmaci per l’età pediatrica, senza trovare una reale corrispondenza nel numero di bambini davvero “malati”.

SABATO 29 OTTOBRE alle ORE 11.00 davanti al PALAZZO DELLA REGIONE in PIAZZA DANTE a TRENTO manifesteremo per dire NO ALLA CASTA.

martedì 11 ottobre 2011

MANIFESTAZIONE - NO psicofarmaci ai bambini

MANIFESTAZIONE
NO PSICOFARMACI AI BAMBINI



Attualmente è in discussione un DDL sulla dislessia che così come è attualmente formulato rischia di incrementare esponenzialmente gli abusi di psicofarmaci sui bambini. 
 MA IL CONSIGLIERE MATTIA CIVICO VUOLE FARCI CREDERE CHE I TEST SULLA DISLESSIA NON PORTANO AGLI PSICOFARMACI 
Se non vuoi che le nostre scuole diventino delle filiali commerciali delle case farmaceutiche che segnalano i bambini al neuropsichiatra.
PARTECIPA ALLA MANIFESTAZIONE !!!
SABATO 29 OTTOBRE - ORE 11.00
PALAZZO DELLA REGIONE - PIAZZA DANTE - TRENTO



DICIAMO NO ALLA CASTA

NEL 2008 SPINTA DA OLTRE 4000 FIRME LA PROVINCIA AVEVA APPROVATO UNA LEGGE CONTRO GLI SCREENING PSICOLOGICI
La Provincia Autonoma di Trento aveva approvato la legge n. 4 “Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti” presentata dal senatore De Eccher (PDL). Attualmente è in discussione un DDL sulla dislessia che così come è attualmente formulato rischia di incrementare esponenzialmente gli abusi di psicofarmaci sui bambini. E va contro la volontà popolare. I consiglieri Bruno Firmani (IDV) e Mario Casna (Lega) hanno presentato degli emendamenti ma dubitiamo che la casta li accetterà.
IL CONSIGLIERE MATTIA CIVICO VUOLE FARCI CREDERE CHE I TEST SULLA DISLESSIA NON PORTANO AGLI PSICOFARMACI
La dislessia e i disturbi specifici dell’apprendimento non prevedono cure farmacologiche, ma i test innescano un meccanismo di medicalizzazione che porta alla somministrazione di psicofarmaci ai bambini. Questo è palese nel vicino Alto Adige come implicitamente confermato dallo psichiatra Roger Pycha che non ha negato ma ha affermato che “nessuno si diverte a somministrare psicofarmaci ai bambini” [cfr. Corriere dell’Alto Adige 27 settembre 2011]. In Alto Adige non si divertono ma lo fanno.
Non vogliamo che la nostra scuola diventi una sorta di filiale commerciale delle case farmaceutiche che segnala i bambini al neuropsichiatra. Questo è già accaduto alle Dame Inglesi di Rovereto: dopo la somministrazione di test sulla dislessia e sulla discalculia, i genitori sono stati esplicitamente invitati per iscritto a rivolgersi al neuropsichiatra [cfr. Il Trentino 24 aprile 2009]. In tutte le nazioni dove sono stati effettuati gli screening si è poi assistito a un aumento delle vendite di psicofarmaci per l’età pediatrica, senza trovare una reale corrispondenza nel numero di bambini davvero “malati”.
FIRMA LA PETIZIONE PRESSO I TAVOLI INFORMATIVI
Per informazioni: www.ccdutrento.orgccdutrento@tiscali.it – 338 7185032

domenica 2 ottobre 2011

Salviamo la famiglia

Mercoledì 5 ottobre 2011 alle ore 13, Roma, piazza Montecitorio, si terrà una manifestazione nazionale per unire mamme e papà, nonne e nonni, associazioni, movimenti e cittadini per sostenere e proteggere la famiglia. Nella storia dell’umanità la famiglia e la genitorialità hanno sempre avuto un ruolo essenziale, sia sociale che morale. Negli ultimi decenni si è assistito a uno svilimento dell’autonomia e del ruolo fondamentale della famiglia e della genitorialità. Si assiste al dramma di centinaia di migliaia di bambini, mamme, papà, nonne e nonni, separati di fatto dai loro affetti più cari con gravissime conseguenze, anche estreme.

Le principali cause di tale degrado sono:

  • Incompetenza dei servizi sociali, sia al punto di vista della formazione che della funzione.
  • Perizie psichiatriche di natura soggettiva che vanno a discapito della verità oggettiva.
  • Un tribunale dei minorenni istituito nel periodo fascista che non rispetta di fatto i principi costituzionali del giusto processo e del contraddittorio.
  • Secondo alcune stime in Italia ci sono:
  • 950.000 genitori separati che possono vedere i figli poche ore a settimana
  • 150.000 mamme o papà che hanno perso ogni contatto con i figli che sono, di fatto, orfani di un genitore vivo
  • Circa 25.000 minori tolti ai genitori e collocati in casa famiglia, spesso per “inidoneità genitoriale” sulla base di perizie psichiatriche soggettive, orfani di genitori in vita
  • 100 omicidi/suicidi ogni anno causati dalla conflittualità esasperata
  • Il sistema attuale è incapace di ascoltare e gestire la naturale conflittualità e problematiche della famiglia moderna. Ma in un paese normale, chi si occupa di famiglie, ha il dovere di ascoltare le istanze della società civile che è fondata sui legami familiari.

Prima ancora dei diritti civili vengono i diritti umani e naturali di godere dell’affetto e della possibilità di comunicare, abbracciare e baciare i propri cari. Questo diritto naturale e fondamentale di ogni bambino viene negato.
Con questa manifestazione nazionale desideriamo manifestare il nostro disagio di mamme, papà, parenti e comuni cittadini.

Desideriamo unire tutti i cittadini, le associazioni, i movimenti e i semplici cittadini per sostenere e proteggere la famiglia, aldilà delle contrapposizioni ideologiche e di genere. Vogliamo che la nostra voce venga ascoltata e richiamare la politica e la società verso lo scopo comune di salvare la famiglia.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani parteciperà assieme a tutte le mamme, papà, nonne, nonni e cittadini che desiderano cambiare il sistema minorile. Per informazioni visitare il sito della manifestazione www.salviamolafamiglia.it

mercoledì 28 settembre 2011

Aumentano le possibilità di emendare il controverso DDL sulla dislessia

Trento. Stamattina a palazzo Thun il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha presentato le sue perplessità in merito al recente disegno di legge in discussione sulla dislessia. Secondo il nostro comitato, questo DDL, così com’è attualmente formulato, è destinato a incrementare esponenzialmente gli abusi di psicofarmaci sui bambini. Sebbene sia vero che la dislessia e i disturbi specifici dell’apprendimento non prevedano cure farmacologiche, la somministrazione di questi test innesca un meccanismo di medicalizzazione che alla fine può portare alla somministrazione di psicofarmaci ai bambini. Un meccanismo che è palese nel vicino Alto Adige dove le pratiche proposte dal disegno di legge sulla dislessia sono in vigore da anni e hanno aumentato enormemente il numero di bambini che assumono psicofarmaci. Oltre a denunciare il problema, il comitato ha presentato anche alcune proposte di emendamento per evitare i pericoli prospettati.

Nel corso della conferenza stampa un papà ha raccontato la sua storia innescata proprio dai test nella scuola che hanno avviato un meccanismo kafkiano in cui ha persino rischiato di perdere i figli per essersi rifiutato di aderire acriticamente ai percorsi “consigliati” dalla scuola. Sono state presentate anche altre storie simili.

Il consigliere comunale Gabriella Maffioletti, che da anni si occupa del problema dei minori sottratti ingiustamente alle famiglie sulla base di perizie psichiatriche soggettive, ha spiegato i motivi della sua interrogazione alla giunta comunale in merito alle connessioni tra scuola, servizi sociali e sanità. Lo scopo è quello di individuare possibili anomalie e conoscere la situazione attuale in modo da poter verificare nel prossimo futuro che il nuovo disegno di legge non generi gli stessi scenari verificatisi in Provincia di Bolzano.

Anche altre forze politiche si stanno attivando. Il Presidente del Consiglio Provinciale, Bruno Odorizzi, ci ha incontrati recentemente e ci ha rassicurati che si adopererà per presentare le nostre perplessità e proposte ai consiglieri provinciali. Il consigliere provinciale Bruno Firmani (IdV) presenterà degli emendamenti alla legge e il consigliere Mario Casna (Lega Nord), che aveva già espresso parere sfavorevole in commissione, sta esaminando il DDL per presentare delle modifiche in sede di consiglio.

Ci auguriamo che il consiglio provinciale dimostri la sensibilità che ha avuto nel maggio del 2008 quando ha approvato la legge n. 4/2008 “Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti” sostenuta da oltre 4000 firme. Questo DDL sulla dislessia non andrebbe solo contro la volontà popolare ma anche contro il consiglio provinciale stesso, annullando di fatto l’articolo più importante di quella legge che vietava i test psicologici nelle scuole.