martedì 25 novembre 2008

Ilenia Graziola: tragico scherzo del destino o vittima degli psicofarmaci?

Se non l’aveste conosciuta sarebbe un articolo come un altro che racconta le tragiche vicende dei nostri tempi. «La ragazza, Ilenia Graziola di Rovereto, è stata uccisa da un’arma da taglio rispondente a quella del coltello col quale il ragazzo cileno, Garrasco Ortega Carlos Inacio, si è tolto la vita con un solo colpo al cuore. Il ragazzo era esperto di arti marziali. – Ci ha precisato il colonnello. – Si erano lasciati e lui era caduto in depressione.»

Dio non dovrebbe permettere che una persona come lei smetta di allietare il nostro mondo. Ma ho ricevuto un’e-mail da una persona che la conosceva in cui si parlava di “un tragico scherzo del destino”. Non penso sia stato un tragico scherzo del destino.

Quando leggo queste tragiche vicende di sangue, spesso in fondo, in piccolo si scrive che la persona era in “cura” e assumeva psicofarmaci. Oppure la notizia non trapela neppure. Purtroppo oggi gli psicofarmaci vengono prescritti come fossero caramelle. Spesso neanche i medici stessi sono informati dei pericolosi effetti collaterali che includono psicosi, follia, suicidio e omicidio in bella mostra sul foglietto illustrativo. Ma chi legge veramente i foglietti illustrativi?

Mio padre era un “brisarol” e quando passavamo davanti alla sua casa di Vetriolo mi parlava del “mostro del Tirolo”, una persona che molti anni fa aveva sterminato la sua famiglia. Ricordo che me ne parlava come di un grosso avvenimento. Aveva fatto scandalo proprio perché era un caso isolato. Perché oggi ci sono così tanti fatti di sangue? Che cos’è cambiato veramente? Le statistiche ci dicono che negli ultimi 10 anni l’uso degli psicofarmaci è aumentato di 5 volte tanto. Non è un indicatore? Sui bugiardini c’è scritto che alcuni degli effetti possono portare al suicidio e omicidio, più chiaro di così? Una volta la vita e le sue delusioni si affrontavano con vigore, oggi si preferisce controllare queste emozioni tramite la chimica. Ma le conseguenze sono spesso tragiche.

Quali sono le sostanze psicoattive nel corpo di Carlos? Alcuni amici riportano che non l’avevano mai visto così. Che cosa stava assumendo? Come responsabile del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani chiedo agli inquirenti di indagare su questo aspetto, spesso trascurato, perché sia fatta giustizia e non rimanga un tragico scherzo del destino.

E anche perché molte altre persone come Ilenia possano continuare a illuminare il mondo con la loro bontà.

Paolo Roat

CCDU ONLUS Sezione di Trento

www.ccdutrento.org

domenica 23 novembre 2008

PSICOFARMACI AI BAMBINI – INVERSIONE DI TENDENZA

“Nessun boom di psicofarmaci tra i bambini italiani: dal 2004 al 2007 le prescrizioni sono calate del 30%, e anche i trattamenti per la sindrome da iperattività (Adhd) sono nettamente al di sotto delle aspettative. A dirlo è Carlo Lenti, neuropsichiatra infantile dell'Università di Milano, durante il convegno Milanopediatria 2008...”.

Così inizia il comunicato dell’ANSA che mette in evidenza un cambio di tendenza storico per l’Italia (probabilmente unica nazione al mondo) che riconosce implicitamente il tremendo lavoro svolto negli ultimi 30 anni dai volontari del nostro comitato. Un lavoro assiduo di sensibilizzazione che ha sempre posto l’accento sulle false diagnosi psichiatriche e psicologiche e sulla loro mancanza di scientificità. Si è sempre detto che la prescrizione dello psicofarmaco era la punta dell’iceberg del problema rispetto alla validità stessa delle teorie psichiatriche. Una diminuzione così marcata di prescrizioni indica un aumento di consapevolezza nei medici ma soprattutto nei genitori, sul fatto che la psichiatria si è spinta troppo in là nel dichiarare ogni emozione e problema umano come una malattia. La psichiatria è un’industria che fattura 330 miliardi di dollari l’anno con oltre 100 milioni di utenti che assumono psicofarmaci a livello mondiale di cui si stima che circa 3000 di loro muoiano ogni mese come causa diretta dei loro trattamenti. Sempre più malattie, sempre più malati, sempre più soldi. Questo è esattamente quello che chiedono a gran voce a tutti i governi del mondo: più soldi.

La psichiatria ha perso, se mai l’ha avuta, quell’umanità, alla base di qualsiasi miglioramento, che contraddistingue la relazione medico-paziente. Da qui deriva il suo fallimento. Come giustificheranno ora l’allarmismo che viene continuamente propinato al pubblico attraverso le riviste specialistiche, i talk show e i media in generale? Come giustificheranno la spesa sostenuta dai contribuenti per creare i 114 centri specifici per diagnosticare una “malattia” che, alcune correnti interne alla psichiatria, dichiarano inventata? Ma ora concedeteci il tempo di riconoscere i meriti. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani non dimentica che questo grande risultato è determinato dall’adesione alla battaglia di gruppi e singoli individui che nel corso di questi 30 anni, si sono uniti nella lotta con iniziative personali di grande valore.

Speriamo che questa inversione di tendenza possa influenzare positivamente la scuola, la quale vede la sua autonomia ridotta a favore di neuropsichiatri infantili, assistenti sociali e psicologi. La vera pedagogia (non quella inquinata da idee psicologiche) che insegna valori e principi morali, insieme alla didattica, alla protezione dell’integrità familiare e alla responsabilizzazione dei genitori, che sono le basi con cui costruire una società dove bullismo, droga, criminalità e violenza diventeranno, ce lo auguriamo, un lontano ricordo.

lunedì 3 novembre 2008

Conflitto d’interesse: la collusione tra psichiatria e case farmaceutiche

Non stupisce la notizia [1] che gli psichiatri siano stati nuovamente “pescati con le mani nella marmellata”. Parliamo degli esperti deputati alla supervisione della stesura del nuovo Manuale Diagnostico e Statistico delle malattie mentali (DSM-V). La “bibbia” della moderna psichiatria.

Da una ricerca effettuata dal CSPI [Center for Science in the Public Interest – Centro per la Scienza nell’Interesse Pubblico] sono emersi diffusi conflitti d’interesse tra gli esperti incaricati alla supervisione della prossima edizione del manuale diagnostico dell’Associazione Psichiatrica Americana (APA) che dovrebbe essere completato nel 2012. Nelle pagine del suo sito, il CSPI riporta che 16 dei 28 membri della task force incaricata di produrre la quinta edizione del DSM ha riportato di avere connessioni finanziarie con industrie farmaceutiche o di attrezzature mediche. L’analisi è basata sulle informazioni finanziarie pubblicate sul sito Web dell’APA.

IL DSM è il testo unico e ufficiale di diagnosi psichiatrica in tutto il mondo, i membri dei vari comitati scientifici che lo compilano sono quasi esclusivamente americani e membri dall’Associazione Psichiatrica Americana. Viene usato come strumento diagnostico, non solo per il trattamento individuale ma anche nelle cause per la custodia dei bambini, nei casi di presunta incapacità mentale, nei tribunali, nell’istruzione e in tanti altri campi.

Ecco la testimonianza di uno psicologo che ha partecipato alle udienze del DSM:

I disturbi mentali vengono stabiliti senza una base e procedure scientifiche. Il bassissimo livello di sforzo intellettuale è sconvolgente. Le diagnosi vengono sviluppate tramite un voto a maggioranza, allo stesso modo in cui ordinerebbe del cibo in un ristorante. Poi il tutto viene inserito in un computer. [Paula J Caplan, PhD., They Say You’re Crazy (New York: Addison-Wesley Publishing Company, 1995), p. 90]

O quella di Lynne Rosewater, una psicologa che ha partecipato ad un’udienza del DSM presieduta da uno dei principali architetti del manuale, lo psichiatra Robert Spitzer:

Stavano avendo una discussione su un criterio del disturbo da personalità masochistica e la moglie di Bob Spitzer [assistente sociale e unica donna a fianco di Spitzer alla riunione] disse: ‘Io lo faccio spesso’ e lui disse: ‘Ok, eliminalo’. Tu guardi questa cosa e dici: ‘Aspetta un attimo, noi non abbiamo il diritto di criticarli perché questa è una ‘scienza’? [Paula J. Caplan, They Say You’re Crazy, (New York: Addison-Wesley Publishing company, New York, 1995) p. 91]

Ed è di questi giorni la notizia che la Glaxo Smith Kline è stata condannata a rimborsare 40 milioni di dollari per l’uso di Paxil sui bambini. La causa legale era basata su un documento interno che dimostrava come la Glaxo Smith Kline avesse promosso il Paxil come un effettivo farmaco per bambini e adolescenti a dispetto di comunicazioni interne che confermavano che la sperimentazione clinica di Paxil nella depressione pediatrica non superava l’effetto placebo delle pastiglie di zucchero, e anzi mostrava un tasso di suicidalità molto superiore al placebo. Ciononostante GSK ha messo sul mercato il Paxil come “considerevolmente sicuro ed efficace” sui bambini depressi.

Purtroppo anche questo non ci stupisce.

Solo stamattina una mamma ci ha chiamati preoccupata perché suo figlio stava dando i numeri dopo una prescrizione di Felison (tranquillante). Il figlio è una persona con problemi di droga e alcol. Non siamo medici, ma semplicemente leggendo il bugiardino, come avrebbe fatto qualsiasi medico competente, abbiamo scoperto che è sconsigliato per questo tipo di persone. È possibile che questo psichiatra non l’abbia fatto?

Tante altre persone ci contattano giornalmente per denunciare non solo i devastanti effetti collaterali degli psicofarmaci che assumono, ma chiedono anche come possono fare per uscire da questo tunnel visto che gli psichiatri che li hanno in carica, non solo non prendono in considerazione le loro denunce sugli effetti collaterali, ma li ricattano con lo spauracchio di ricoverarli contro la loro volontà se non li assumono, quindi sono impauriti e totalmente inermi di fronte a tale abuso di autorità.

Analizzando i metodi psichiatrici sulla base dell’epistemologia, o anche solo utilizzando un minimo di conoscenza scientifica e un po’ di buon senso, si scopre puntualmente che i metodi psichiatrici hanno ben poco a che vedere con quelli di ogni altro tipo di scienza, sia fisica, sia biologica che medica.


Gran parte dei “professionisti” della salute mentale sono stati formati a questa scuola che manca totalmente di scientificità. Ed ecco spiegata la causa dell’incompetenza della maggioranza degli psichiatri. Ma perché dobbiamo continuare a far pesare sulle tasche dei contribuenti (cioè le nostre) questa disciplina che non ha mai dimostrato nei fatti la sua efficacia e competenza? Questi fondi dovrebbero essere destinati a strutture e metodologie che possano dimostrare nei fatti la loro funzionalità per il bene nostro e di tutta la nostra società

Esistono alternative e metodi non invasivi, che danno risultati reali, dove la persona viene messa al centro e i suoi diritti vengono rispettati e tutelati, un esempio sono i lavori del dott. Mariano Loiacono, del dott. Giorgio Antonucci e di alcuni altri.


Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.

Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani – Onlus

Sezione di Trento

www.ccdutrento.orgccdutrento@tiscali.it

[1] Fonti: Nopsych.it - Naturalnews.com

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