sabato 13 dicembre 2008

Mio figlio è rinchiuso in psichiatria


Trattamento Sanitario Obbligatorio

Le leggi sul ricovero obbligatorio sono una privazione dei diritti umani e costituzionali. Una volta che la persona viene ricoverata e dichiarata incapace, anche se temporaneamente, essa può perdere il diritto di voto, di guidare un’auto, di arruolarsi nell’esercito, di controllare le proprie attività commerciali e finanziarie e, addirittura, di esercitare la sua professione. La vittima è anche soggetta a trattamenti fisici dannosi dai quali potrebbe non riprendersi mai. Il sistema attuale, che costringe una persona a recarsi in una struttura psichiatrica, è un arresto mascherato come “protezione”. Tutte le pratiche coercitive nella campo della salute mentale dovrebbero essere dichiarate illegali. Come è avvenuto in precedenza con la schiavitù, anche il ricovero obbligatorio dovrebbe essere abolito.

Contenzione (legare le persone ai letti)

La contenzione fisica è realizzata attraverso dispositivi meccanici che limitano i movimenti di tutto o parte del corpo del paziente. In altre parole, si lega qualcuno al letto o lo si immobilizza. Le “procedure” di contenzione sono forse la prova più lampante delle pratiche barbariche che alcuni psichiatri preferiscono chiamare terapia o trattamento. Il diritto alla libertà del proprio corpo è senza alcun dubbio il più elementare dei diritti di libertà solennemente garantiti dalla Costituzione italiana. Quella della contenzione è una pratica che comporta numerosi danni potenziali correlati sia ad una errata valutazione che ad un utilizzo scorretto e/o prolungato dei mezzi fisici. Che cosa penseresti se qualcuno ti legasse a un letto per ore senza la possibilità di muoverti, andare al bagno, grattarti? Non pensi che sia una violazione dei diritti umani? Immaginiamo l’alternativa. Anche in Italia è nato un Club dei servizi psichiatrici “no restraint”. Sono luoghi dove i malati ricevono ascolto, sostegno, comprensione, senza lacci e senza porte sbarrate. E anche presso il Servizio di Salute Mentale del Comprensorio di Merano si utilizza da tempo il metodo no restraint. Dopo anni di attività si è dimostrato senza ombra di dubbio che si può realizzare un sistema umano senza ricorrere alla contenzione. Bisogna far conoscere queste realtà, per far crescere la volontà di fare altrettanto.

Incompetenza degli psichiatri

Gli studi dimostrano che le previsioni psichiatriche sulla pericolosità di un individuo, non sono più accurate del lancio di una moneta. Gli psichiatri non possono “curare” la condotta criminale o asociale. Se una persona commette dei gravi crimini, esistono già leggi penali che si indirizzano a ciò. Il prof. Thomas Szasz, emerito di psichiatria, afferma: "Tutti i comportamenti criminali dovrebbero essere regolati della legge penale, dalla cui amministrazione dovrebbero essere esclusi gli psichiatri".

Psicofarmaci

Gli psicofarmaci sono di solito prescritti come “soluzione” a un problema: in realtà mascherano soltanto il problema e impediscono alla persona di vedere la vera causa. In alcuni casi la sofferenza di una persona può raggiungere livelli intollerabili ed allora può essere necessario utilizzare psicofarmaci, al fine di ridurre sensazioni spiacevoli insopportabili. Così come nel caso della necessità di utilizzo di un antidolorifico, alcuni psicofarmaci possono aiutare, nel breve periodo, a superare o tollerare condizioni molto difficili; ciò non significa (esattamente come per gli antidolorifici), che essi “curino la malattia”. Inoltre il loro utilizzo prolungato, alti dosaggi o, in casi specifici, particolari principi attivi, possono creare effetti negativi sulla persona, tali da sconsigliarne la somministrazione. Il CCDU è fortemente contrario ai metodi coercitivi e dannosi impiegati spesso nel campo della salute mentale. Gli orrendi effetti collaterali di alcuni psicofarmaci, sono frequentemente sottovalutati: dipendenza, spossatezza, diminuzione dell’impulso sessuale, tremori, incubi, aumento dell’ansietà e comportamento violento o suicida, solo per citarne alcuni. Alcuni psicofarmaci possono provocare anche danni irreversibile al cervello e al sistema nervoso. Sebbene a volte gli psicofarmaci siano in grado di attenuare il dolore mentale o emotivo connesso con il vivere, nel fare ciò possono anche soffocare la spinta che promuove la ricerca di vere soluzioni e miglioramento.



mercoledì 10 dicembre 2008

CHIEDEVO SOLO CHE QUALCUNO CHE MI ASCOLTASSE

Nella risposta dell’assessore Theiner all’interrogazione n. 5531/08 “Elettroshock e misure di contenzione nella psichiatria in Sudtirolo” presentata l’11 marzo 2008 dai Consiglieri Provinciali Riccardo Dello Sbarba, Cristina Kury e Hans Heiss si leggono delle fredde cifre sulla contenzione (il legare una persona al letto) ma dietro queste cifre ci sono persone vere che subiscono gravi violazioni dei loro diritti umani. Nella relazione (riportata in corsivo) si legge:

A Bolzano vengono utilizzati in casi eccezionali metodi di contenzione: 140 casi (mediamente 1-2 contenzioni a caso in 15 gg. di degenza) su 3414 ricoveri nel corso degli ultimi cinque anni. Motivo: salvaguardare l’incolumità dell’utente qualora non risultino efficaci altre misure precedentemente attuate …

A Bressanone vengono utilizzati mezzi di contenzione. Esiste un protocollo riguardante le misure di contenzione ed un registro dove esse vengono segnalate (attivo dal 2006): da allora sono registrate 15 contenzioni. Motivo: quando gli altri provvedimenti non hanno dato risposta si attuano allo scopo di proteggere il singolo …

A Brunico vengono utilizzati mezzi di contenzione. Non avendo la possibilità di esaminare tutte le cartelle si stima un'insorgenza di 5 casi annuali. Si procede all'applicazione di mezzi di contenzione in casi estremi … Un protocollo di contenzione è in elaborazione.

A Brunico il dott. Pycha non fornisce documenti su tale pratica, lesiva dei diritti umani, ma fa solo una stima di questi casi.

Spicca tra questi il servizio psichiatrico di Merano. Nell’SPDC dell’Ospedale “Franz Tappeiner” di Merano, dalla data della sua apertura non sono mai stati utilizzati mezzi di contenzione.

Ma come? Dicono che la contenzione è necessaria eppure proprio a pochi chilometri c’è una struttura che non pratica mai la contenzione? Perché allora si continuano pratiche lesive della dignità umana? Nel Piano Sanitario Regionale della Regione Toscana è stata inserita “la conferma del divieto di ogni forma di contenzione fisica e l’attenzione alla persona alla sua storia e al suo contesto culturale e sociale”.

Non sono solo parole, ci sono persone in carne e ossa che patiscono sulla loro pelle queste barbarie che non sono degne di una società civile. Ecco un estratto della denuncia di Karin Gasser presentata al Procuratore della Repubblica di Bolzano Cuno Tarfusser.

“All’inizio della mia storia psichiatrica avevo dei problemi di tossicodipendenza e invece di ricevere assistenza per questo problema sono stata imbottita di psicofarmaci e legata ripetutamente al letto sulla base di una diagnosi superficiale di infermità mentale che probabilmente non teneva conto della situazione in cui mi ritrovavo.

Sono stata legata al letto più volte invece di essere aiutata tramite la comunicazione come da me richiesto, solo per non doversi occupare di me e senza alcuna considerazione della mia salute mentale, ma solo per problemi organizzativi.

Molte volte sono stata imbottita di psicofarmaci per motivi logistici (per togliermi di mezzo) e non per migliorare la mia salute.

Le mie lamentele invece di essere accolte e prese in considerazione sono state usate solo come motivo per un’ulteriore “punizione” con grosse dosi di psicofarmaci volte solo a far tacere una paziente scomoda. …

Uno psichiatra di Bressanone che conosceva il mio caso, quando andò in pensione nel 1998 mi disse che io non ero dipendente né dall'alcool né dalle pastiglie, avevo solo bisogno di persone con una buona comprensione

Le “cure” psichiatriche mi hanno fatto peggiorare anziché migliorare. …

Con la morte della mamma si è aperto uno spiraglio. Ho cominciato da sola lentamente, senza aiuto medico, a ridurre l'uso delle pillole e ora non prendo più psicofarmaci e sto molto meglio.”

La vicenda di Karin è stata recentemente trasmessa su Radio Südtirol per informare la gente di questi abusi. “Il mio non è caso isolato,” ci ha detto Karin, “ho visto personalmente molte altre persone trattate in questo modo. Penso che questi ‘trattamenti’ nuocciano gravemente alla persona.” Come dimostrato dal servizio di psichiatria di Merano ci sono pratiche che rispettano la dignità umana. È ora che anche i dipartimenti di Bolzano, Brunico e Bressanone adottino misure rispettose della persona e pongano l’attenzione alla persona alla sua storia e al suo contesto culturale e sociale.


ICH WOLLTE NUR, DASS MIR JEMAND ZUHÖRT

Im Antwortschreiben des Gemeindereferenten Theiner auf die am 11. März 2008 von den Provinzialräten Riccardo Dello Sbarba, Cristina Kury und Hans Heiss vorgelegten Befragung Nr. 5531/08 “Elektroschock und psychiatrische Ruhigstellungsmaßnahmen in Südtirol“ scheinen beinharte Zahlen über Fälle von Ruhigstellungen (d.h. das Festbinden einer Person am Bett) auf. Aber hinter diesen Zahlen verstecken sich ja lebende Personen, die schwere Verletzungen ihrer Menschenrechte erleiden müssen. Im Bericht (kursiv geschrieben) ist folgendes zu lesen:

In Bozen greift man in Ausnahmefällen auf Ruhigstellungsmaßnahmen zurück: 140 Fälle (durchschnittlich 1-2 Ruhigstellungen pro stationärem Aufenthalt von 15 Tagen) auf 3414 stationäre Aufnahmen während der letzten fünf Jahre. Grund: Wahrung der Unversehrtheit des Patienten, wenn andere, bisher angewandte Maßnahmen nichts nützen…

In Brixen werden Ruhigstellungen angewandt. Es gibt ein Protokoll über die Ruhigstellungsmaßnahmen und ein seit 2006 geführtes Verzeichnis, wo diese vermerkt werden: seit damals wurden 15 Ruhigstellungen eingetragen. Grund: wenn andere Maßnahmen keinen Erfolg gebracht haben, greift man auf Ruhigstellungen zurück, um den Patienten zu schützen…

In Bruneck werden Ruhigstellungen angewandt. Nachdem keine Möglichkeit besteht, sämtliche Krankenblätter zu kontrollieren, schätzt man 5 Fälle pro Jahr. Auf Ruhigstellungsmethoden wird nur in Extremfällen zurückgegriffen… Ein Protokoll über Ruhigstellungen befindet sich derzeit in Ausarbeitungsphase.

In Bruneck stellt Herr Dr. Pycha keine Dokumente über diese die Menschenrechte verletzenden Praktiken zur Verfügung, sondern gibt nur einen Schätzwert über solche Fälle an.

Eine löbliche Ausnahme stellt die Psychiatrie in Meran dar. Im SPDC (=Abteilung für psychiatrische Diagnose und Behandlung) im Krankenhaus „Franz Tappeiner“ in Meran sind seit dem Tag der Eröffnung niemals Ruhigstellungsmaßnahmen durchgeführt worden.

Wie geht das also? Einerseits wird behauptet, dass Ruhigstellungen notwendig sind, aber andererseits gibt es nur wenige Kilometer entfernt eine Struktur, in der niemals auf solche Maßnahmen zurückgegriffen wird. Warum werden also weiterhin Praktiken angewendet, welche die Menschenwürde verletzen? Im Gesundheitsplan der Region Toscana wurde folgender Zusatz eingefügt: “Bestätigung, dass jede Form von körperlicher Einschränkung verboten ist und dass die ganze Aufmerksamkeit auf die individuelle Person, ihre Geschichte und auf ihr soziales und kulturelles Umfeld ausgerichtet ist”.

Wir haben es nicht nur mit Worten zu tun, sondern mit Menschen aus Fleisch und Blut, deren Körper diesen Grausamkeiten ausgesetzt werden, die einer zivilen Gesellschaft nicht würdig sind. Es folgt ein Auszug aus der Anzeige von Karin Gasser, welche dem Staatsanwalt von Bozen Cuno Tarfusser vorgelegt wurde.

“Am Beginn meiner psychiatrischen “Karriere” hatte ich Probleme mit Rauschgiftabhängigkeit; aber anstelle Hilfe zur Lösung dieses Problems zu bekommen, wurde ich mit Psychopharmaka vollgestopft und wiederholt ans Bett festgebunden. Diese Maßnahmen begründeten sich auf eine flüchtige Diagnose von geistiger Unzurechnungsfähigkeit bzw. dass ich mir vermutlich nicht über die Situation bewusst war, in der ich mich befand.

So wurde ich mehrere Male ans Bett gefesselt, anstatt dass man mir durch Gespräche geholfen hätte, um die ich gebeten hatte; dies nur, um sich nicht mit mir beschäftigen zu müssen und ohne meinen Geisteszustand zu berücksichtigen, und zwar ausschließlich wegen Organisationsproblemen.

Oft hat man mich mit Psychopharmaka vollgestopft, aus “logistischen“ Gründen (bzw. um mich aus dem Weg zu haben), und nicht, um meinen Gesundheitszustand zu verbessern.

Meine Beschwerden, dass mir niemand zuhört und mich niemand ernst nimmt, wurden nur als Grund für weitere “Bestrafungen“ verwendet: durch Verabreichung weiterer massiver Dosen von Psychopharmaka, deren einziger Sinn es war, einen unangenehmen Patienten zum Schweigen zu bringen. …

Ein Psychiater aus Brixen, der meinen Fall kannte, sagte mir im Jahr 1998 - als ich in Pension ging -, dass ich weder alkohol- noch medikamentenabhängig gewesen sei, sondern nur jemanden gebraucht hätte, der mich verstanden hätte.

Die psychiatrischen „Heilmethoden“ haben meinen Zustand nicht verbessert, sondern nur verschlechtert. …

Mit dem Tod meiner Mutter trat in meinem Leben eine Wende ein. Langsam habe ich allein – ohne ärztliche Hilfe – begonnen, den Medikamentenkonsum zu reduzieren. Heute nehme ich überhaupt keine Psychopharmaka mehr und es geht mir wesentlich besser.

Um die Bevölkerung über diese Missstände zu informieren, wurde die traurige Geschichte von Karin vor kurzem in Radio Südtirol übertragen. “Ich bin übrigens kein Einzelfall,” hat uns Karin anvertraut, “ich habe mit eigenen Augen gesehen, dass viele andere Patienten auf diese Art und Weise behandelt wurden. Ich glaube, dass solche „Behandlungen“ an den Patienten schwere Schäden verursachen.” Wie das Beispiel der psychiatrischen Abteilung von Meran bestätigt, gibt es sehr wohl Methoden, die die Menschenwürde respektieren. Es ist an der Zeit, dass auch die Abteilungen von Bozen, Bruneck und Brixen Maßnahmen einführen, welche die Patienten als Person respektieren, bei denen die Aufmerksamkeit dem Individuum, seiner Geschichte und seinem sozialen und kulturellem Umfeld gilt.