Dopo le recenti segnalazioni un consigliere provinciale presenta un’interrogazione
In un recente caso salito all’onore delle cronache un ragazzo trentino è stato erroneamente diagnosticato con una gravissima malattia mentale e sottoposto a ben tre TSO quando un noto psichiatra di Firenze ha dichiarato senza mezzi termini che non aveva “nessun disturbo psichiatrico”. Il ragazzo è dovuto fuggire in Toscana dove un programma realmente condiviso e rispettoso della dignità umana sta lentamente risanando i danni provocati dalle “cure” psichiatriche obbligatorie imposte dalla psichiatria trentina.
Sfortunatamente questo caso non è un’eccezione. Nell’interrogazione presentata dal Consigliere Provinciale Mauro Delladio si legge: “Purtroppo, nonostante le intenzioni garantiste del legislatore, ci pervengono segnalazioni di eventuali abusi e violazioni dei diritti fondamentali della persona per quanto concerne la libertà personale e di scelta terapeutica. Diagnosi sbagliate, assunzione forzata di psicofarmaci, mancanza di vero un consenso informato, mancanza di terapie alternative, TSO immotivati, psichiatrizzazione di soggetti dipendenti da sostanze da un punto di vista tossicologico e, non ultimo, incompetenza dei Sindaci sono solo alcuni aspetti della questione molto complessa esposta dal presente atto.”
Secondo la sezione trentina del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, probabilmente gli abusi segnalati sono solo la punta di un iceberg dato che i pazienti che hanno contattato il comitato non hanno avuto il coraggio di denunciare pubblicamente gli abusi subiti per il timore di ritorsioni da parte degli psichiatri trentini. Questo clima di “terrore” non depone certo a favore delle strutture locali.
Il comitato si augura che quest’interrogazione faccia luce sulla situazione della psichiatria trentina, che le “mele marce” al suo interno vengano rimosse e che questi abusi possano diventare un triste ricordo del passato.
CCDU Trento
Per informazioni sui casi di abuso: www.ccdutrento.org – ccdutrento@tiscali.it